38.400 € ricostruiti fino a un exchange con identificazione
Quattro bonifici verso due società estere, convertiti in USDT. Due punti di aggancio individuati; perizia consegnata in 9 giorni e pratica passata al legale per l'azione civile.
Indagini forensi su frodi finanziarie e criptovalute: ricostruiamo il percorso dei fondi, individuiamo i soggetti identificabili e produciamo perizie tecniche utilizzabili in sede civile e penale.
Contributo di avvio € 190 IVA inclusa · 12% sulle somme effettivamente recuperate · nessun costo quando la perizia esclude ogni strada percorribile.
Dati sull'attività dell'ufficio analisi. «Punto di aggancio» significa che una parte dei fondi risultava ancora riconducibile a un soggetto identificabile: non equivale a somme recuperate né a una previsione di esito.
Se ti stanno chiedendo altri soldi per «sbloccare» il prelievo, non pagare. È la fase due della stessa truffa. Nessun operatore serio chiede un anticipo, un anticipo fiscale o le chiavi del tuo wallet. Cosa fare adesso →
Cinque passaggi, sempre nello stesso ordine. Se il secondo non lascia nulla su cui agire, ci fermiamo e non ti chiediamo il contributo: succede in circa un caso su tre.
Il metodo è lo stesso; cambia dove si cerca. Lavoriamo sui cinque schemi che vediamo più spesso, con strumenti e interlocutori diversi per ciascuno.
Siti clonati, «consulenti» via chat, rendimenti garantiti. Si parte dai bonifici verso IBAN esteri.
Falsi exchange, staking inesistente, wallet svuotati. Il registro pubblico è la nostra fonte principale.
Chi promette il rimborso dietro un anticipo. Spesso sono gli stessi autori della prima truffa.
Addebiti non autorizzati, phishing bancario, chargeback da attivare entro termini stretti.
Immobili, foreste, crediti, oro: promesse di rendimento fisso senza alcun prodotto sottostante.
Ogni caso si chiude in uno di tre modi: fondi tracciati e pratica avviata, recupero parziale, oppure nessuna strada. Pubblichiamo tutti e tre.
Quattro bonifici verso due società estere, convertiti in USDT. Due punti di aggancio individuati; perizia consegnata in 9 giorni e pratica passata al legale per l'azione civile.
Parte del denaro era ancora su un conto acceso presso un istituto italiano: bloccato su nostra segnalazione e restituito. Il resto era già stato prelevato in contanti.
Il cliente era già stato ricontattato da un secondo gruppo che chiedeva un anticipo. I fondi non erano più tracciabili: nessun punto di aggancio, nessun contributo richiesto.
Ogni fase ha un output verificabile: un documento, un elenco di indirizzi, un atto depositato. Se una fase non produce nulla, la pratica si ferma lì.
Colloquio, documenti, estratto conto, ricevute dei bonifici. Serve a capire cosa è successo e quando.
Si seguono i flussi su bonifici e blockchain. È qui che si scopre se resta un punto di aggancio.
Documento tecnico firmato, con fonti citate: hash, data, istituto, numero di operazione.
Predisponiamo gli atti per la denuncia e li passiamo all'avvocato che assiste il recupero.
Una promessa non si deposita in tribunale. Un documento tecnico, datato e firmato, sì.
Ogni passaggio della perizia cita la fonte: hash, data, istituto, numero di operazione. Chiunque può ricontrollare, anche il legale della controparte.
Dieci giorni lavorativi per la perizia, quarantotto ore per la prima risposta. Se slittiamo, lo scriviamo nella pratica prima che ce lo chiedi.
Il 31 % delle pratiche si chiude nella fase di ricostruzione e non viene fatturato. Lo pubblichiamo perché è il dato che nessun concorrente mostra.
Lavoriamo con avvocati, consulenti tecnici e colleghi di altre giurisdizioni. La perizia è scritta per essere usata da loro, non per restare in un cassetto.
Nove persone tra analisi blockchain, investigazione finanziaria e gestione delle pratiche. Nessun venditore, nessun call center. Conosci il team →
Quindici anni tra revisione contabile e contenzioso. Coordina le perizie e firma i documenti destinati al giudice.
Tracciamento di transazioni su Bitcoin, Ethereum e stablecoin. Riconosce exchange, servizi di mixing e pattern di raggruppamento.
Ex analista antifrode bancaria. Segue i flussi su bonifici, carte e conti di appoggio, e le richieste agli istituti.
Unico punto di contatto tra segnalante, analisti e legali. Tiene la cronologia della pratica e le scadenze.
Il settore del «recupero fondi» è pieno di chi lucra sulla disperazione. Questi sono i limiti che ci siamo dati, scritti nel contratto e non solo nel sito.
Leggi i limiti del servizioLa prima valutazione è gratuita: leggiamo la documentazione e ti diciamo se il caso ha senso. Se decidiamo di procedere, il contributo di avvio è € 190 IVA inclusa e copre l'analisi e la perizia; il 12% si applica solo sulle somme effettivamente recuperate. Se la perizia dice che non c'è nulla da fare, non chiediamo altro.
La perizia richiede in media dieci giorni lavorativi dalla consegna completa dei documenti. Le fasi successive — denuncia, richieste agli istituti, eventuale causa — si misurano in mesi o anni e non dipendono da noi.
No, ma è vero che spesso non resta nulla da seguire. Se i fondi sono arrivati su un exchange che identifica i clienti, esiste un soggetto a cui rivolgersi; se sono passati per un mixer o per servizi senza controlli, la strada finisce. È la prima cosa che verifichiamo.
No. Siamo analisti: produciamo perizie tecniche e assistiamo nella preparazione delle segnalazioni. Gli atti legali li firma un avvocato, il tuo o uno dei professionisti con cui collaboriamo. Ci occupiamo del lato tecnico, non della difesa in giudizio.
Non facciamo chiamate a freddo né messaggi non richiesti. Se qualcuno si presenta come nostro collaboratore senza che tu ci abbia contattato, non lo è. Scrivici a assistenza@traccia.it.com e segnalalo.
Cinque minuti per la prima segnalazione, risposta in 48 ore lavorative. Se il caso non è nostro, te lo diciamo subito e non ti chiediamo niente.