Polizia Postale
Per le truffe telematiche e le frodi online. Puoi presentare la denuncia presso un ufficio o tramite il commissariato online.
Se hai appena subito una truffa, l'ordine delle azioni conta più della velocità con cui ci scrivi. Qui c'è cosa fare nelle prime ore, cosa conservare e dove segnalare.
Nell'ordine in cui vanno fatte.
Revoca gli addebiti ricorrenti e le deleghe. Contatta la tua banca per far bloccare ulteriori bonifici verso quell'IBAN, ma non chiudere il conto: l'estratto conto è la prova principale, e serve alla denuncia.
Se hai condiviso una seed phrase o firmato una transazione di approvazione, il wallet va considerato compromesso: creane uno nuovo e sposta i token rimasti. Non è recuperabile quello che è già uscito, ma si evita il resto.
Screenshot delle schermate, email, chat, profili social, ricevute dei bonifici, hash delle transazioni. Salvali anche in un posto diverso dal tuo computer: le piattaforme chiudono i siti e cancellano i canali nel giro di poche settimane.
Puoi presentare denuncia a qualsiasi stazione dei Carabinieri o commissariato, oppure online alla Polizia di Stato. Per le truffe telematiche la competenza più frequente è della Polizia Postale. Serve la documentazione raccolta al punto 3.
Scrivi alla banca e all'exchange coinvolti chiedendo la conservazione dei dati relativi alle operazioni e ai destinatari. I dati di traffico e le informazioni sulle controparti hanno tempi di conservazione limitati: ogni giorno conta.
Alla CONSOB se la piattaforma offre servizi di investimento senza autorizzazione, all'AGCM per le pratiche commerciali scorrette, all'OCLAFP per le comunicazioni sospette. Sono segnalazioni diverse dalla denuncia e servono a fermare la piattaforma, non a farti recuperare i soldi.
È lo schema più diffuso e colpisce chi è già stato truffato una volta — anche a distanza di mesi. Funziona perché arriva quando sei disposto a tutto pur di recuperare.
Vale anche per noi: il nostro contributo è il prezzo di un'analisi tecnica, si paga una volta sola, e non dipende dall'esito. Non abbiamo una «tassa di sblocco» e non abbiamo mai chiesto un anticipo in criptovaluta.
Tutto quello che è già successo lascia una traccia da qualche parte: nella tua banca, nel tuo telefono, nei registri pubblici delle blockchain. Il lavoro è mettere insieme i pezzi prima che scadano.
Per questo la raccolta va fatta subito, anche se poi decidi di non procedere con nessuno.
| Documento | A cosa serve |
|---|---|
| Estratti conto con le operazioni | Prova l'uscita del denaro, con data e importo. |
| Ricevute dei bonifici | Identificano IBAN e intestatario del destinatario. |
| Screenshot della piattaforma | Mostrano il saldo «finto» e le richieste di versamento. |
| Email e chat | Ricostruiscono chi ti ha contattato, come e quando. |
| Hash delle transazioni cripto | Rendono il percorso verificabile da chiunque. |
| Dati del profilo social o del sito | Indirizzi web, nomi, recapiti usati dai truffatori. |
| Denuncia presentata | Serve per ogni richiesta successiva a banche e autorità. |
Sono canali pubblici e gratuiti. Nessuno di questi recupera i tuoi soldi: servono a fermare la truffa e a costruire la prova.
Per le truffe telematiche e le frodi online. Puoi presentare la denuncia presso un ufficio o tramite il commissariato online.
Qualsiasi stazione o commissariato è competente a ricevere una denuncia. Chiedi copia con il numero di protocollo.
Per segnalare soggetti che offrono servizi di investimento senza autorizzazione. Tiene un sito di avvisi sulle piattaforme abusive: vale la pena controllarlo prima di investire.
Per segnalare comportamenti irregolari di intermediari autorizzati e per le questioni relative a conti e pagamenti.
Per le pratiche commerciali scorrette e la pubblicità ingannevole delle piattaforme.
Riceve le segnalazioni di operazioni sospette. Ci si arriva normalmente tramite un intermediario, ma è utile sapere che esiste.
Rispondiamo entro 48 ore lavorative. Il primo colloquio è gratuito e non comporta alcun impegno.
Il numero è +1 539 215 1268. Solo messaggi scritti, lun–ven 9:00–18:00. Non chiamiamo mai noi per primi e non chiediamo codici o accessi.
Non chiediamo mai chiavi private, seed phrase, credenziali bancarie o accesso remoto al tuo dispositivo. Se ricevi una richiesta di questo tipo a nostro nome, inoltraci l'email e non rispondere.
Attenzione ai falsi profili WhatsApp. Il nostro è un solo numero, quello pubblicato qui. Non scriviamo mai noi per primi, non creiamo gruppi e non chiediamo denaro in chat: l'unico pagamento previsto è il bonifico sull'IBAN indicato nel contratto. Chi ti contatta da un altro numero dicendo di essere Traccia sta tentando una seconda truffa.
La valutazione iniziale è gratuita e la prima cosa da fare è la denuncia, che non costa nulla. Se il caso non ha sbocco, non ti chiediamo il contributo. Se ce l'ha e ci sono difficoltà economiche, scrivicelo: valutiamo caso per caso se procedere e come.
Puoi chiederlo alla tua banca o all'emittente della carta, e in alcuni casi ci sono termini molto stretti (spesso 120 giorni dall'operazione). Non è garantito: dipende dal tipo di pagamento e dalle condizioni del circuito. È comunque una delle prime cose da tentare, e va fatta subito.
Non esiste un termine unico, ma tre scadenze contano: i termini del chargeback (mesi), la conservazione dei dati da parte degli intermediari (mesi), e i termini di prescrizione delle azioni civili (anni). Le prime due sono quelle che si esauriscono prima.
La vergogna è la leva principale di chi truffa, e la ragione per cui molte truffe non vengono denunciate. Parlarne aiuta: riduce il rischio che la seconda truffa funzioni, che è quello che succede più spesso.
Sì, scrivendo a assistenza@traccia.it.com. Le segnalazioni ci aiutano a riconoscere gli schemi ricorrenti. Non possiamo però dare pareri legali a chi non è nostro cliente.